Quest'estate, dopo una settimana trascorsa a Sorrento, sono andato in vacanza in Corsica con Claudia, Sergio, Teresa, Michele, Valentina, Bice e Davide. Abbiamo affittato un appartamento a Solenzara, una località turistica tra Porto Vecchio e Bastia, e preso il traghetto della Moby da Livorno. Siamo partiti da casa sabato 14 agosto a mezzanotte con la mia auto e quella di Michele, dopo aver ridotto al massimo i bagagli e cercato di far entrare tutto il necessario in poco spazio. Abbiamo guidato tutta la notte e siamo arrivati al porto di Livorno in perfetto orario per imbarcare le auto. Il traghetto è partito in tempo, alle 9, e alle 13 circa abbiamo attraccato al porto di Bastia. Un rapido giro per comprare cibo e poi ci siamo diretti a Penta di Casinca, un piccolo villaggio caratteristico lungo il tragitto. Per arrivare abbiamo dovuto imboccare una strada di montagna ma ne è valsa la pena. Il borgo è formato da tutte casette tipiche di pietra in mezzo alle foreste, mentre dall'alto si vede il mare. Lungo la strada verso l'appartamento ci siamo fermati a fare un po' di spesa e poi siamo arrivati a Solenzara alle 18.30 circa. La casa è piuttosto grande e carina, con il terrazzo fuori e il barbecue. Peccato che c'è un solo bagno, un problema che ci ha rallentato soprattutto di mattina. Claudia è scesa in spiaggia con gli altri mentre io mi sono riposato un po'. Poi abbiamo cenato e siamo andati a letto. La mattina dopo volevamo andare a Palombaggia ma siamo rimasti bloccati nel traffico e ci siamo fermati lungo la strada per un bagno in una bella spiaggia di sabbia poco affollata, circondata dalla vegetazione e controllata dall'alto da una torre genovese. Abbiamo nuotato e giocato tutto il giorno, poi abbiamo deciso di spostarci a Palombaggia, una delle spiagge più famose dell'isola. Purtroppo ci siamo divisi e io, Claudia, Sergio e Teresa abbiamo preso una strada molto stretta e trafficata. Siamo rimasti imbottigliati dietro a due camper che non riuscivano a fare manovra e abbiamo raggiunto gli altri a piedi. Una bella passeggiata che ci ha premesso di scoprire Tamaricciu, una splendida baia meno affollata della vicina Palombaggia dove siamo arrivati attraversando un sentiero tra gli alberi e le rocce modellate dal vento. Dopo più di due chilometri siamo arrivati alla spiaggia dove ci aspettavano gli altri, anche se abbiamo dovuto camminare ancora molto perché si sono fermati dall'altro lato della costa. Purtroppo c'era vento e siamo rimasti poco. Poi, con Claudia e Michele, mi sono incamminato verso la macchina mentre gli altri che avevano parcheggiato molto più vicino ci hanno aspettato lungo la strada per Porto Vecchio. C'era vento e faceva freddo ma ci siamo fermati comunque a fare un giro per il paese, il più animato della zona, e a mangiare in un ristorante carino ma un po' troppo turistico. Abbiamo preso tutti menù a prezzo fisso, l'unica cosa conveniente. Io e Claudia abbiamo assaggiato la salumeria corsa, le tagliatelle al cinghiale e all'agnello e poi formaggi e crepes. Dopo la cena siamo scappati alla macchina infreddoliti e siamo ritornati a Solenzara. Il giorno seguente ci siamo svegliati con calma e siamo andati al colle di Bavella, una splendida montagna a pochi chilometri dal nostro appartamento. Lungo la strada ci siamo fermati ad ammirare il paesaggio maestoso e le piscine naturali formate dal fiume. Abbiamo proseguito fino al punto più alto, dove abbiamo parcheggiato per incamminarci lungo uno dei tanti sentieri. C'era moltissima gente e tanti altri escursionisti che hanno scelto il nostro stesso percorso, quello più facile e veloce, che porta ad una strana formazione nella roccia chiamata Bomba. Lungo la strada abbiamo osservato la vegetazione e il paesaggio ma ci abbiamo messo molto più del previsto. Arrivati quasi alla Bomba a Claudia si sono rotti i sandali e non ha potuto fare l'ultimo pezzo di scalata per affacciarsi a vedere lo strapiombo. Anche io mi sono solo affacciato nel cratere naturale creato dall'erosione. Poi abbiamo pranzato e siamo tornati indietro. Lungo la strada  ci siamo fermati alle piscine naturali e Teresa e Sergio hanno chiesto informazioni per fare canyoning ma purtroppo era tardi e non abbiamo nemmeno potuto fare il bagno. A metà percorso abbiamo anche incontrato i maialini selvatici e ci siamo fermati a fotografarli e a giocare. Durante la sosta ci siamo accorti che la macchina di Michele puzzava troppo e non manteneva il minimo ma dopo un po' di riposo siamo riusciti a ripartire. Quasi a valle, abbiamo provato ad entrare in un percorso avventura che sembrava molto bello e difficile ma anche per questo era troppo tardi, quindi abbiamo solo fatto un breve tuffo in una piscina naturale e poi siamo tornati a Solenzara per organizzare una grigliata sul terrazzo. Quattro di noi sono andati a comprare cibo mentre gli altri hanno iniziato a preparare casa. Abbiamo impiegato tanto tempo per accendere la griglia, mentre Sergio e Teresa si sono occupati delle patatine fritte, ma tutto è venuto buono, soprattutto gli spiedini. Abbiamo mangiato tanto ci siamo divertiti, bevendo limoncello e vari cocktail. Alla fine abbiamo anche sporcato tutta casa con acqua, ghiaccio e una salsina comprata da Sergio che mi sono ritrovato anche sulle lenzuola e sulle pareti della camera. Il 18 ci siamo svegliati con calma e siamo usciti di casa tardissimo ma alla fine siamo comunque riusciti a raggiungere la baia di Rondinara. La spiaggia di sabbia con l'acqua cristallina come le foto dei paradisi tropicali era molto affollata ma comunque ci siamo divertiti a giocare a palla e a tuffarci. Dopo pranzo, con Valentina e Michele, siamo andati ad esplorare la costa e abbiamo scoperto delle spiagge poco distanti e totalmente deserte. In una, bellissima, ci siamo fermati a fare il bagno. Eravamo praticamente da soli, peccato che nessuno di noi ha le foto. Michele, come al solito, ci ha spiegato le caratteristiche di tutte le piante presenti e io e Claudia abbiamo imparato anche a distinguere l'odore e le foglie del "maquis". Di ritorno ci siamo fermati in una caletta di ciottoli e scogli rosa davvero splendida, soprattuto con la luce del sole quasi al tramonto. Lungo il sentiero abbiamo anche trovato una mucca che allattava il suo cucciolo. Altre mucche, invece, stavano pascolando libere vicino allo stagno subito dietro alla spiaggia e i nostri amici ci hanno raccontato che sono passate anche sulla sabbia tra le asciugamani delle persone. Verso le 19:30, dopo una lunga discussione, abbiamo deciso di fermarci a Porto Vecchio e abbiamo prenotato un ristorante segnalato sulla guida di Michele: A cantina di l'Orriu. Io e Claudia abbiamo preso due piatti tipici corsi, l'agnello con il mirto e la bistecca di montone e con gli altri abbiamo diviso una bottiglia di vino rosato della zona di Patrimonio che non era male. La cena è stata molto buona anche se abbiamo pagato abbastanza. Poi ci siamo fermati a prendere un gelato, che non era male, e siamo ritornati a casa. La mattina dopo ci siamo divisi: io, Claudia, Michele e Valentina siamo andati alla valle della Restonica e a Corte mentre gli altri si sono fermati sulla costa. Il tragitto non è stato troppo lungo e in poco più di un'ora siamo arrivati a Corte, ex capitale della Corsica e città famosa per i gruppi indipendentisti. La città è circondata da splendide vallate e da monti. Abbiamo imboccato una stradina molto stretta e ci siamo incamminati verso la Restonica. La via è lunga circa 15 chilometri, ha una sola corsia e ci sono strapiombi impressionati senza parapetto. Claudia era terrorizzata ma nonostante le difficoltà alla guida siamo riusciti a goderci lo splendido panorama. A metà percorso abbiamo parcheggiato e imboccato un sentiero tra gli alberi per arrivare a delle piscine naturali limpidissime dove abbiamo fatto il bagno. Poi abbiamo proseguito ancora un po' in auto ma ci hanno bloccato perché il parcheggio in cima era pieno. Claudia, spaventatissima per gli stapiombi, ne ha approfittato per proporre di lasciare l'auto e proseguire a piedi, anche perché mancavano poco più di 4 chilometri. Michele e Valentina hanno fatto l'autostop e preso un passaggio, mentre noi, anche se abbiamo fatto una corsa per non farli aspettare troppo, abbiamo guardato il paesaggio e cercato di avvistare animali selvatici. Se avessi dovuto guidare non mi sarei goduto la passeggiata, che è stata bella. Arrivati in cima c'erano tante piscine naturali, le più belle viste in Corsica, e vette piuttosto alte. Vale si è fermata un po' al sole mentre noi abbiamo fatto ancora un giro e ci siamo arrampicati fino ad una quercia enorme. Abbiamo avuto pochissimo tempo per rilassarci, poi siamo dovuti tornare indietro perché si stava facendo tardi. L'altra tappa della giornata è stata a Corte, il cuore della Corsica, la città che nel tempo ha conservato di più l'identità dell'isola. Anche se ci aspettavamo qualcosa di più dai monumenti, la bellezza del panorama e delle valli che la circondano ci ha ripagato del tragitto. Abbiamo mangiato ottimi dolcini al bar Casanova, quello storico, e poi abbiamo fatto una passeggiata per le stradine del centro. Due curiosità: i cartelli in francese sono tutti cancellati e c'è solo dicitura in corso e poi un palazzo, se non ricordo male la casa di Paoli, ha la facciata ancora segnata dai colpi di cannone. Prima di andare via abbiamo comprato dei dolcini e siamo tornati a casa. La sera abbiamo cenato e siamo andati a letto presto con l'impegno di svegliarci per andare a Bonifacio. Purtroppo la mattina pioveva e quindi siamo partiti un po' in ritardo. Quando siamo arrivati a Bonifacio c'erano ancora i parcheggi liberi. Lo spettacolo è maestoso, la costa è alta e bianchissima e le insenature del golfo nascondono grotte e spiagge bellissime. Il cielo era grigio e abbiamo iniziato a visitare la città tutti insieme. Siamo entrati in una chiesa legata ai Templari, l'unica gotica dell'isola. Poi siamo scesi lungo la scala degli Aragonesi, una frattura ripidissima lungo la costa che porta fino al mare. Oltre 180 gradini altissimi e ripidi, usati forse dai frati per prendere l'acqua. Finalmente è uscito un po' di sole e siamo scesi al porto. Tutti gli altri hanno cercato il traghetto per andare alle isole Lavezzi mentre io e Claudia abbiamo scelto di fare un giro in barca breve per poi visitare bene la città. Siamo partiti subito e abbiamo visto alcune grotte e spiagge favolose. Peccato per il cielo grigio e per le onde forti. Finito il giro in barca siamo ritornati in centro e abbiamo iniziato una lunga passeggiata lungo le falesie calcaree. Abbiamo percorso quasi tutto il sentiero che porta al faro, molto panoramico e segnato dal maquis, e ci siamo fermati su una spiaggia con gli scogli degradanti a mare. Claudia ha fatto un rapido bagno e siamo ritornati in centro. La passeggiata è stata lunghissima, abbiamo solo avuto il tempo di visitare i bastioni e poi siamo andati all'appuntamento con gli altri nostri amici. Per la cena abbiamo scelto l'unico ristorante disponibile ma non abbiamo mangiato bene. Il sabato Claudia, Sergio, Teresa e Valentina volevano andare a fare canyoning ma purtroppo non hanno trovato posto. Quindi siamo partiti tardi di casa e abbiamo cambiato molte volete itinerario. Io ho proposto di andare allo stagno di Urbino, in un ristorante proprio su un allevamento di mitili. Siamo passati di la e visto che il posto ci è piaciuto abbiamo prenotato per la sera. Intanto siamo andati a fare il bagno nelle piscine naturali di una valle poco turistica. Belle ma non come quelle della Restonica. Claudia, Teresa, Valentina e Sergio si sono allontanati molto ma sono tornati di corsa perché si sono trovati il corpo pieno di una specie di sanguisughe. Quindi siamo andati via e abbiamo fatto tappa alla spiaggia di Ghisonaccia per un breve bagno. Poi siamo ritornati allo stagno dove abbiamo mangiato tanto pesce e mitili. Tutto molto buono. Io mi sono anche divertito a pescare con il retino ma ho preso solo pesciolini piccolissimi. Lungo lo stagno c'erano anche tante comodissime amache e mi sarebbe piaciuto fermarmi un po' di più. Siamo invece tornati a Solenzara, abbiamo fatto il giro del paese e preso un gelato, poi siamo tornati a letto. La mattina, dopo un'abbondante colazione, abbiamo fatto le valigie e siamo partiti. Siamo arrivati a Bastia presto, non abbiamo trovato traffico e siamo stati fortunati a metterci in coda per l'imbarco tra i primi. Abbiamo fatto un breve giro per le strade dietro al porto e mangiato una crepe terribile, poi è iniziato il caos per salire sul traghetto. Siamo partiti molto in ritardo, durante il viaggio ho provato a riposarmi un po' ma comunque è stato scomodo e lungo. Siamo arrivati a Livorno giusto in tempo per accompagnare Davide alla stazione. Abbiamo salutato Michele, Sergio, Bice, Teresa e Valentina, diretti a Sorrento, e abbiamo preso l'autostrada per Torino. Fortunatamente non abbiamo trovato traffico ma siamo arrivati a casa dopo mezzanotte e io lunedì sono pure dovuto andare a lavoro.

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