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Quest'anno abbiamo deciso di trascorrere le vacanze in Belgio per bere buone birre e visitare tante città in bicicletta. Siamo partiti da Torino in aereo e siamo atterrati a Charleroi con Ryanair. Durante il viaggio abbiamo visto , oltre alle Alpi, una coltre di nuvole che copriva tutta l'Europa e minacciava temporali e, come temevamo, quando siamo atterrati pioveva. Dall'aeroporto abbiamo preso un autobus (€ 3 p.p.) fino a Charleroi sud e da lì il treno per Gent. Scesi dalla stazione abbiamo un po’ vagato nei dintorni perché non sapevamo la direzione giusta per il campeggio (Camping Blaarmeersen, Zuiderlaan 12) (€15.75), ma poi abbiamo preso un autobus perché era piuttosto fuori mano. Abbiamo cercato di montare la tenda il più in fretta possibile e poi, a causa del maltempo, abbiamo rinunciato ad affittare la bici per il giro dei villaggi del Leie e siamo andati in centro. La scelta è stata fortunata perché c'era l'annuale festa cittadina che richiama persone da tutto lo Stato. Ovunque avevano montato palchi e banchettini per il cibo. C'erano migliaia di persone in strada e negozi aperti. Dopo aver visitato la cattedrale abbiamo passeggiato per il centro e visto le splendide costruzioni della città. Abbiamo comprato degli ottimi cioccolatini (Van Hoorebeke Chocolatier, Sint Baafsplein 15), buonissimi, e ci siamo fermati a mangiare un enorme cono di patatine fritte (€ 2.50) ( Frituur ‘T Puntzakje, Kleine Vismarkt 9). Altra sosta è stata per bere una birra nello stesso posto c'eravamo fermati la prima volta ( Het Waterhuis a/d Bierkant, Groentemarkt 9) che siamo stati a Gent. Abbiamo preso una Bacchus (€ 2.30) e una Gentse Tripel (€ 3.40) ma la prima non c'è piaciuta. Abbiamo visto la rappresentazione storica con Carlo V e i condannati a morte e tra un concerto e l'altro ci siamo fermati a mangiare un panino con una specie di pancetta cotta sul grill. Faceva tanto freddo quindi invece di bere un'altra birra ci siamo ritrovati in un tendone marocchino a sorseggiare tè caldo. Poi ci siamo incamminati verso verso l'autobus ma alla fermata abbiamo trovato una signora che ci ha dato un passaggio fino al campeggio. Durante la notte abbiamo patito tanto il freddo e ha piovuto incessantemente. Anche il mattino pioveva e abbiamo aspettato un po’ prima di smontare la tenda. Siamo andati ad Ieper dove abbiamo montato la tenda in campeggio e noleggiato le bici (€ 22.20 due bici per 2 giorni). La prima tappa nella terra del luppolo è stata Poperinge. Lungo la strada ci siamo fermati a visitare due cimiteri militari della prima guerra mondiale. Arrivati a Poperinge abbiamo fatto un giro del paese e recuperato all'ufficio informazioni un'ottima mappa della zona. Dopo abbiamo imboccato una strada molto panoramica tra i campi di luppolo che ci ha portato fino all'abbazia di San Sisto a Westvleteren. Non è stato possibile visitare il monastero ma abbiamo potuto bere le straordinarie birre nella brasseria (In De Vrede, Donkerstraat 13) di fronte al convento. La struttura non è molto bella ma la birra, i formaggi e il paesaggio sono davvero incantevoli. Abbiamo assaggiato la Blond (€ 3.70), la Bruin 8 (€ 4.20), la Bruin 12 (€ 4.70), acquistato qualche bottiglia e formaggio e soddisfatti ci siamo incamminati verso Watou. Siamo arrivati davanti al birrificio San Bernardus ma purtroppo era chiuso e quindi abbiamo proseguito fino a Poperinge e da lì in direzione del campeggio. Lungo la strada abbiamo visto un posto abbastanza tipico e ci siamo fermati a mangiare un polletto allo spiedo con birra San Bernardus. Il posto sembrava fuori dal tempo, eravamo gli unici stranieri, la cameriera non parlava inglese e ha chiesto ad un cliente abituale di farci da traduttore. Dal soffitto pendevano grappoli di luppolo essiccato. In campeggio anche questa notte abbiamo avuto freddo. Il giorno dopo dovevamo andare a Bonne Esperance ma i nostri piani sono saltati. Abbiamo preso il treno per Tournai e ci siamo fermati a visitare Kortrijk che ha un bel beghinaggio e dove ho potuto comprare un maglione per dormire. Arrivati a Tournai abbiamo fatto un giro della città che è molto carina, ma non siamo riusciti ad andare alla brasseria Doupont. In compenso ci siamo fermati a vedere il Beffroi cioè la torre campanaria (€ 2 p.p.), la cattedrale di Notre-Dame, stupenda, il tesoro della basilica (€ 2 p.p.) e il museo del Folklore. Siamo poi andati in un bar ( Brasserie Les Quatre Saisons, Grand Place, 68) nella piazza molto elegante che serviva tutte birre regionali. Ne abbiamo assaggiate 4: Tournay (€ 3.40), Gouyasse (€ 3.40), Moinette ¼ (€ 3.30), Quintine (€ 3.40) e abbiamo fatto amicizia con il cameriere e con un signore che ci ha raccontato di essere l’agente di alcune brasserie. Si era fatto tardi, non ci siamo fermati a mangiare e siamo ritornati in stazione per prendere il treno per Iper. Tra un cambio e l'altro ci siamo fermati in una friggitoria dove abbiamo preso 2 spiedini fritti e una porzione grande di patatine. Per 2 euro ci hanno dato tantissime patate fritte. Dopo un'altra notte di freddo ci siamo svegliati, abbiamo noleggiato le bici e ci siamo diretti in treno (abbonamento giornaliero per il traporto bici € 8 p.p.) a De Panne, lo scopo era di fare il giro della costa in bici ma non ci siamo riusciti. Abbiamo spesso perso la strada anche perché la cartina non era molto dettagliata. Abbiamo attraversato i paesi balneari del mare del Nord e le spiagge affollate da famiglie nonostante il freddo. La speculazione edilizia ha un po deturpato il territorio e quindi accanto alle dune di sabbia e a paesi carini c’erano anche palazzoni osceni. Tappa inaspettata è stato il paese Veurne, dove siamo arrivati sbagliando strada, ma siamo rimasti colpiti dalla bellezza della piazza. Lungo il percorso ci siamo fermati a mangiare un cestello di fragole comprate al distributore automatico vicino ad una azienda agricola e delle piccole goffrie ad una bancarella lungo la spiaggia. Arrivati ad Ostende abbiamo provato a continuare lungo la costa ma non avevamo più tempo e quindi abbiamo fatto un rapido giro della città e poi abbiamo preso il treno di ritorno per Iper. La mattina dopo in fretta e in furia abbiamo smontato la tenda e preso il treno per Anversa dove avevamo prenotato un albergo accanto al duomo. Abbiamo lasciato i bagagli, visitato il duomo e fatto un piccolo giro prima di prendere l’autobus per Westmalle. L’abbazia è proprio davanti alla fermata, ma purtroppo non è possibile visitarla, abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni e abbiamo sentito tantissimo l’odore del malto. Di fronte c’è la Brasserie (Café Trappisten, Antwerpsesteenweg 487) dove abbiamo bevuto le birre prodotte dall’abbazia: extra, trippel (€ 3.30), double e la half & half. Siamo ritornati ad Anversa e abbiamo mangiato alla Fritture N1, la migliore al mondo. Abbiamo visitato il centro storico, mangiato dei cioccolattini da Pierre Marcolini e ci siamo fermati a bere una birra al Pelican pub dove Claudia era già stata. Ultima tappa è stato il Kulminator, locale splendido, sembra una vecchia casa di collezionisti di birra con centinaia di etichette introvabili. Abbiamo bevuto una De Dolle di Natale e un’ Adelardus Trippel Siamo tornati in albergo stanchi ma allegri. La mattina abbiamo preso il treno alle 9 per Namur. Vicino alla stazione abbiamo affittato le bici e con qualche difficoltà ci siamo incamminati con gli zaini verso il campeggio che dista dal centro 5 km e l’ultimo tratto è una salita al 13%. Abbiamo montato la tenda ( Camping Les Trieux, Les Tris 99, Malonne) (€34.50 tre notti) e ci siamo diretti a Dinant. Siamo passati per Wepion, città della fragola, dove abbiamo comprato un cestello e poi abbiamo proseguito lungo il fiume. Altra sosta a Profondville per comprare dei cornetti buonissimi e poi in un negozio specializzato in birra all’ingrosso che ne aveva centinaia di tipi diversi. A fatica abbiamo scelto solo 9 birre ma costavano così poco che ne avremo comprate molte di più. Dopo altri chilometri siamo arrivati all’abbazia di Leffe dove è nata la famosa birra ma dove ora non viene più prodotta. Abbiamo fatto un piccolo giro per la chiesa e per il paese e poi ci siamo diretti a Dinant. La città è molto carina, si estende lungo il fiume e in ogni angolo ci sono addobbi che ricordano l’inventore del sax, Adolphe Sax, che è nato li. Ci siamo fermati a bere una Leffe e una Rochefort e poi siamo ritornati a Namur in treno (€ 4.30 il viaggio in treno + Trasporto bici € 5). Durante il viaggio abbiamo cenato con un biscotto tipico della zona, molto duro. Arrivati in campeggio abbiamo fatto una rapida doccia e siamo andati a letto perchè eravamo molto stanchi. La mattina dopo ci siamo diretti a Floreffe con non poca fatica perchè abbiamo dovuto affrontare una salita molto ripida. Abbiamo visitato l’abbazia con una visita guidata molto dettagliata e poi ci siamo fermati all’antico mulino ora brasseria a bere tutte le loro birre che non vengono più prodotte nella loro abbazia ma in un paese vicino. Abbiamo ripreso le bici e nonostante il maltempo e le poche forze siamo arrivati a Maredsours con una strada molto panoramica e con tanti saliscendi. Sfortunatamente l’ultima visita era alle 16 ma siamo riusciti a vedere la chiesa. L’abbazia sorge in un bosco molto fitto, ci siamo fermati alla brasseria (Centre d’accueil Saint-Joseph - Abbaye de Maredsous, Denéè) per assaggiare le loro birre 6°, 8°, 10° (paletta di degustazione € 7.60) e i formaggi. Per ritornare in campeggio abbiamo seguito la pista ciclabile accanto la vecchia ferrovia dove adesso è anche possibile usare delle strane biciclette a quattro posti per pedalare sulle rotaie. Lungo il percorso (30km) abbiamo incontrato tanta pioggia ma alla fine siamo riusciti a tornare in campeggio alle 22. Una rapida doccia e poi grigliata di carne. Mentre mangiavamo abbiamo conosciuto due ragazzi olandesi arrivati con un tandem. La cena è stata buona e abbondante, abbiamo bevuto tre birre e siamo andati a letto con la pancia piena. Il giorno dopo abbiamo riportato le bici al negozio dove le avevamo noleggiate e abbiamo preso al volo un treno per Couvin, il posto più vicino a Chimay dove è possibile arrivare con la ferrovia. In stazione abbiamo dovuto aspettare circa un’ora l’autobus per il paese dove pensavamo venisse prodotta la birra trappista. Purtroppo quando siamo arrivati abbiamo scoperto che l’abbazia dista circa 10 chilometri dal centro della città e non è collegata con i mezzi pubblici. Quindi abbiamo visto la chiesa, bella, e fatto una passeggiata per la piazza principale (piccola e deludente). Il paese non ci è piaciuto e alla fine non abbiamo visto nemmeno il castello perché avremmo dovuto aspettare troppo per la visita guidata. Quindi abbiamo preso l’autobus (dopo aver comprato alcuni pezzi di formaggio di Chimay molto buoni) e siamo ritornati a Couvin. Da lì abbiamo proseguito per una brasseria gestita da un gruppo di giovani che in pochi anni è riuscito a mettere su un museo e produrre ottime birre. Il birrificio Des Fagnes (Mariembourg) è molto curato e carino e la particolarità è che si può visitare un’area con tutti antichi macchinari per la birra e poi vedere il moderno impianto di produzione che è proprio nella sala dove ci sono i tavoli. Quindi abbiamo bevuto mentre il mastro birraio aggiungeva il luppolo alla cotta che stava preparando. Abbiamo preso una cassetta di degustazione (€ 6.20) con una framboise, blonde, brune e una pils a bassa fermentazione. Prima di andare via abbiamo comprato una bottiglia da 33 di krik, una Noel grande e una brune piccola. Una tappa davvero molto piacevole che ci ha un po’ consolato dalla delusione di Chimay. Siamo poi andati a prendere il treno per Namur e da lì l’autobus (di corsa perché lo stavamo perdendo) per Malonne. Prima di tornare in campeggio ci siamo fermati in un ristorante lungo la strada, frequentato solo da persone del posto. All’esterno sembrava un pub vecchio e classico, l’interno, invece, era stato ristrutturato mantenedo però alcuni particolari anni 60 come il bancone. Abbiamo mangiato le polpette alla liegese e del brasato di maiale con la birra e con contorno di patatine fritte. Una cena davvero buona ed economica. Finito di mangiare siamo tornati in campeggio per la notte. La sveglia è suonata alle 7 e abbiamo dovuto smontare la tenda in fretta per non perdere l'unico autobus disponibile per arrivare alla stazione di Namur. Arrivati alla fermata è passato un ragazzo di colore su una macchina tutta rotta che si è offerto di darci un passaggio. E’ stato molto insistente e alla fine abbiamo accettato nonostante avessimo un poco di paura. Invece è andato tutto bene e siamo arrivati in tempo per prendere il treno prima. Alle 11 siamo arrivati al Maxhotel (€ 51.28) e dopo aver fatto il check in alle macchinette automatiche (nell’albergo tutto funziona senza personale) abbiamo incontrato Terry e Andrea. Siamo andati a fare una passeggiata per il centro e la Grand Place e, dopo una breve sosta al Moeder Lambic (68 rue de Savoie), ci siamo avviati a piedi da Chantillon. Entrare nel birrificio è come fare un tuffo nel passato. Abbiamo fatto la visita delle sale usate per fare la loro birra, tra strumenti dei primi del 1900 ancora usati e ragnatele ovunque. Molto lontano dagli standard di pulizia di qualsiasi birrificio italiano (per fortuna in Belgio non esistono i Nas altrimenti l’avrebbero dovuto far chiudere), la birra prodotta è un mix tra conoscenza perfetta dei processi che portano alle fermentazione, microclima e bravura del mastro birraio. Nella sala dove viene messo a fermentare il mosto c’è una enorme vasca poco profonda in rame e il tetto con delle fessure per permettere l’areazione e ai batteri di attaccare il mosto che vengono aperte o chiuse in base alla temperatura. La birra, infatti, può essere prodotta solo d’inverno. Intorno alle botti, dove la birra deve riposare, muffe e insetti morti. Sono alcol, temperatura e i ‘tagli’ fatti dal birraio per le geuze a rendere bevibile e non dannoso per lo stomaco il prodotto finito. Una curiosità: i ragni (i e gatti) servono come pesticidi naturali per evitare il proliferare di insetti visto che non è possibile usare veleni per non danneggiare tutto il micromondo batterico che rende la birra unica. Alla fine del percorso abbiamo degustato una krik alla ciliegia o ai lamponi e una geuze base. Subito dopo abbiamo preso la metro e siamo andati vicino al quartiere europeo per mangiare patatine dal chioschetto considerato il migliore di Bruxelles. Buone ma nulla rispetto alla Fritur numero 1 di Anversa. Il quartiere del parlamento europeo e degli uffici dei funzionari sembrava triste e vuoto, enormi palazzoni grigi di cemento e vetro. Emozionante solo pensare che lì vengono decisi i nostri destini e l’uso da fare dei nostri soldi e che lì le singole nazionalità si annullano per partecipare a un progetto e un percorso comune. Insomma potevano fare di meglio per trovare una sede consona all’Europa in un posto meno grigio. La suggestione del luogo dovuta al potere dell’istituzione e un po’ di fantasia indispensabile per immaginare centinaia di persone che occupano quelli che a prima vista sembrano enormi e vuoti centri commerciali rende la visita meno inutile. Ritornando verso il centro ci siamo fermati alla cattedrale, che però era chiusa e poi in varie viuzze e piazzette della zona. Sosta anche nelle numerose cioccolaterie della galleria e al birrificio A la Mort Subite dove abbiamo degustato la loro faro (€ 3.50). Ancora un giro per la strada dei ristoranti e per il Delirium cafè, poi siamo passati per il Manneken Pis e siamo andati al ristorante Estaminet in TSpinnekopke per una cena tipica. Abbiamo assaggiato le polpette alla lambic e lo stufato alla geuze, tutto accompagnato dalle immancabili patatine fritte e da tre boccali di birra prodotta dal ristorante da dividere in quattro. Cena ottima e conto non troppo salato. Un altro giro in centro per scoprire la vita notturna ci ha permesso di assistere a uno splendido spettacolo di luci colorate alla grand place, in particolare al palazzo del municipio, illuminato a ritmo di musica. Ultima birra al Poechenellekelder (rue du Chene,5), un locale molto carino nella zona del manneken pis e poi siamo ritornati in hotel. La mattina seguente ci siamo svegliati presto e abbiamo cercato di sfruttare quanto più tempo possibile per vedere la città, anche perché per le 4 dovevamo partire per l’aeroporto. Prima tappa è stata nel vecchio quartiere del beghinaggio, non troppo lontano dalla borsa. Poi siamo andati all’ex porto, dove si faceva il mercato del pesce e ora ci sono tutti ristoranti a tema. Purtroppo essendo domenica tutti i negozi erano chiusi tranne quelli nei dintorni della grand place, dove abbiamo comprato una confezione di cioccolatini. Il nostro giro è proseguito seguendo il percorso della guida sulle facciate a fumetti. Per pranzo siamo andati nella zona del palazzo reale e dei giardini e poi ci siamo diretti a piedi verso l’albergo, passando per la cattedrale che siamo riusciti a visitare. Senza fretta abbiamo recuperato i bagagli e ci siamo incamminati verso l’aeroporto Brussel Nationaal Luchthaven (€ 5.20 p.p.) dove abbiamo dovuto aspettare circa 40 minuti prima di fare il check in. Il volo è stato puntuale e fortunatamente siamo riusciti anche a prendere l’autobus in tempo per arrivare a Torino verso le 23.