Per il mio compleanno, il 3 novembre, Claudia mi ha regalato un fine settimana in montagna in valle d'Aosta. Verso le tre siamo arrivati a Chatillon per la sagra del miele. Abbiamo fatto un giro in centro e Claudia ha anche suonato un carillon manuale in legno di una vecchietta di Lione. Poi abbiamo visitato la chiesa e fatto un giro per il castello. Ripresa l'auto ci siamo diretti verso Bionaz, la tappa successiva. Il rifugio scelto da Claudia per la notte è a 2000 metri e si arriva solo a piedi in circa un'ora, per un sentiero di 6 chilometri. Lungo il percorso abbiamo visto tantissime mucche e capre e una mandria ci ha anche bloccato la strada. Dopo aver superato il paese di Bionaz, verso le 17.30 siamo arrivati alla diga Place Moulin e abbiamo parcheggiato l'auto. Il paesaggio era bellissimo, pieno di alberi dai colori autunnali accesissimi che contrastavano con il celeste del grande lago artificiale. Lungo il sentiero abbiamo visto anche tantissime cascate e in alcuni tratti sembrava quasi di passeggiare a strapiombo lungo una costa marina. Il cammino non è stato faticoso ma lungo e poco dopo aver superato la metà dei chilometri si è fatto buio. Verso le 7 siamo finalmente arrivati al rifugio Prarayer. L'ambiente è molto rustico e bello, tutto è rivestito di legno e l'atmosfera è accogliente e cordiale. Abbiamo lasciato gli zaini e siamo scesi in sala per la cena. Come primo abbiamo mangiato una zuppa di pasta e fagioli, cotta anche con il lardo, e poi delle penne al ragù. Come secondo è arrivato il vitello con i funghi e il purè di patate e per dolce il budino al cioccolato, tutto accompagnato da una caraffa di vino rosso. Dopo la cena abbiamo ordinato quattro genepì che erano favolosi, fatti in casa con le erbe raccolte vicino al rifugio, e ci siamo messi a giocare a scarabeo. La serata è passata in fretta e per riscaldarci un po' abbiamo anche ordinato un caffè valdostano. Intanto nevicava sempre più forte e mentre all'inizio sembra che i fiocchi non si sarebbero posati quando siamo andati a letto era già quasi tutto coperto. E' stato uno spettacolo affacciarci alla finestra la mattina dopo. Il paesaggio è cambiato in una sola notte passando dal giallo e l'arancio del pomeriggio precedente al bianco che ha ricoperto tutto. Un po' timorosi per il rientro siamo andati a fare un'abbondante colazione. Poi ci siamo fermati a parlare un con i titolari del rifugio che ci hanno presentato il loro cane, un pastore tedesco che ha il vizio di seguire gli escursionisti e che sono dovuti andare a recuperare anche in Svizzera, distante 7 ore a piedi da Prarayer.  Accompagnati dal cane abbiamo fatto un giro nei dintorni, sperando di vedere cervi, stambecchi o volpi. La neve ci arrivava al ginocchio ed era piena di impronte ma non abbiamo visto nulla.  Il meteo peggiorava e quindi ci siamo incamminati verso la macchina. Il tragitto è stato più faticoso dell'andata perché continuava a nevicare. Anche qui c'erano tantissime impronte che pensavamo fossero di stambecco ma che poi abbiamo scoperto essere di volpe. La macchina era ricoperta di neve ed è stato difficile farla accendere e partire. Fortunatamente prima di noi erano passate già altre auto e il tratto fino a Bionaz è stato meno traumatico del previsto. Sotto i 1500 metri  la neve si è trasformata in acqua e non abbiamo più avuto problemi. Claudia avrebbe voluto fare la visita al Castello di Fenis e Issogne ma aveva prenotato un ristorante nei boschi di Arnad e siamo andati lì. Il posto si chiama "lo dzerby" e si arriva solo a piedi per una mulattiera in salita lunga un chilometro. E' stato abbastanza difficile trovare l'inizio della strada e poi molto faticoso il tratto a piedi nel bosco perché pioveva a dirotto ma ne è valsa la pena. Lo dzerby è una costruzione tipica valdostana di legno e pietra. In lontananza si vedevano alte cascate e le bellissime montagne. Si paga prezzo fisso, meno di 15 euro a persona, ma mangi solo cose tipiche. Come antipasto è arrivato un piatto di lardo (buonissimo), salsiccia cruda e salsiccia di fegatini e patate. Poi sono arrivate le castagne cotte nel miele accompagnate da una specie di ricotta piccante. Come "primo" un crostone di pane cotto con la fontina e poi una splendida polenta con il coniglio e un piatto enorme di formaggi valdostani. Da bere un litro di nebbiolo locale prodotto dall'azienda. Per finire un dolce di castagne e la grappa al miele a 50 gradi. Nonostante i gusti così diversi dai nostri è stato davvero  un pranzo favoloso.